Lettera a tutti Noi

Oggi è il 5 novembre 2008.
Una data storica per tutta l'Umanità.
Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Proprio oggi desidero che il progetto Aghape, seppure ancora parziale, sia manifestato. Perché il progetto Aghape ha molto a che fare con quello che oggi succede, con questo trionfo non tanto di un Uomo ma di ciò che egli rappresenta.

Oggi è una giornata che lava gli antichi dolori del passato. Una giornata in cui vince la giustizia, in cui vince l’uguaglianza.
Questa mattina qualche radio ha trasmesso il discorso di Martin Luther King, quelle parole che si sono impresse nei nostri cuori ma che sono rimaste lì, raccontandoci ogni giorno il nostro bisogno più vero ma anche la nostra impotenza e incapacità. I have a dream, diceva Martin Luther King. Il suo sogno era che i suoi quattro figli, un giorno, potessero essere giudicati non per il colore della loro pelle ma per le qualità del loro carattere.
Oggi questo accade.

Il 2001 è stato un anno che ha piegato l’Umanità. L’attentato alle torri gemelle è stata la sconfitta di ognuno, in tutti noi una piccola parte è morta. Quella parte che si chiama speranza: di pace, di amore, di fratellanza, di accettazione, di fiducia. Tutto, da allora, ha preso una piega di declino: l’economia è la punta dell’iceberg di un sistema che va ben oltre un fatto matematico. L’economia, il benessere, sono determinati dalla motivazione, dalla voglia e dalla speranza di un futuro più bello. Come poteva vivere e zampillare l’economia quando questo motore, che abita nell’animo di ogni Uomo, era stato distrutto?

Barack Obama è la rappresentazione di quello che ognuno di noi desidera. Giustizia, pace, uguaglianza, equità. Sono i valori che, applicati, compongono e costruiscono l’Amore, la vera forza creatrice di benessere, ricchezza e bellezza.

Oggi, nella radice più remota dell’animo, tocchiamo con mano questo riscatto dalle infinite brutture dell’uomo contro l’Uomo e contro la Terra. Oggi sappiamo che “è possibile”, che un mondo migliore è possibile.
Ma oggi soprattutto abbiamo capito che quel mondo migliore lo facciamo tutti noi, insieme. Barack Obama ci ha permesso di capire che ognuno fa la differenza per determinare quel cambiamento che per troppo tempo è rimasto prigioniero nelle nostre sole parole.

Questo non significa che domani tutte le difficoltà saranno risolte ma certo il respiro di ogni Uomo si carica di quella fiducia distrutta e dimenticata. E quando nel respiro di ognuno c’è questo vento, l’economia, lo sviluppo, il benessere, tornano a prendere vigore.

Fiorenza Guarino

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